Sentiero da Andrate al Mombarone

Dato che qualche sera fa, Enrico è arrivato a casa tutto entusiasta dall’escursione che ha fatto al monte Mombarone, gli ho proposto di raccontarla sul blog e lui si è messo subito all’opera a scrivere.
Ora potete leggere il suo racconto e, che siate esperti di trekking o meno, spero che possiate assaporare la bellezza delle nostre montagne. Buona lettura!!

Vacanze estive. Che escursione nel biellese si può fare penso io? Il mio fido compagno di camminate mi propone la salita al rifugio del Mombarone.

Il Mombarone è un promontorio che sorge proprio tra l’ingresso della Valle D’Aosta e il Biellese. Una posizione strategica in quanto, se fortunati, si può ammirare a 360° il panorama. Un panorama che parte da Biella appunto e si estende ai laghi sottostanti, il Monferrato, Torino, le Alpi Liguri e il monte Monviso, il massiccio del Gran Paradiso, il Monte Bianco e il Monte Rosa e parte della Valsessera. Insomma… un qualcosa di stratosferico!

mombarone

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Zaino in spalla e si parte

Partiamo presto, proprio per approfittare del cielo sereno e delle temperature ancora gradevoli (arriviamo da settimane dove la colonnina del termometro ha sfiorato i 40°C). Come dicevo partiamo presto da Biella centro con direzione parcheggio e relativa area picnic sopra al paese di Andrate, in provincia di Torino. Il parcheggio si trova poco sopra i 1200 metri sul livello del mare. Ci aspettano circa tre ore di camminata fino alla vetta, con ben 1170 metri di dislivello.

Il percorso che ci separa dalla sommità di questo palcoscenico naturale devo dire che è uno dei più vari che ho mai incontrato in montagna. Si passa da una prima parte di asfalto per poi addentrarsi in un sottobosco con una varietà di piante veramente notevole. Il tragitto è veramente confortevole in quanto è totalmente all’ombra.

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Per cinque o sei volte si incrocia la strada asfaltata, ma per fortuna dura poco.
Finita la prima parte di bosco, si ha già un’idea di quello alla quale si sta andando incontro. Il panorama si apre a 180°. Si intravede già gran parte della Pianura Padana, la Serra Morenica e tutti i laghetti limitrofi.

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Da questo punto in poi si imbocca una strada carrabile sterrata, accessibile sembra però solo alle Fiat Panda 4×4 prima serie 🙂 Lungo questa strada si incontrano diversi alpeggi e casette totalmente in pietra, utilizzate nel periodo estivo come rifugio per mandrie di mucche, greggi di capre e pecore. Non mancano inoltre i numerosi cani, che abbaiando insistentemente, un po’ inquietano.

Il gioco si fa duro…

Dopo aver macinato qualche chilometro inizia la vera parte “dura” di questo sentiero. La strada sterrata sparisce e si trasforma in un susseguirsi di “gradoni” di pietre, erba e terra messi lì a creare una sorta di grande e faticosa scalinata.

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A placare un attimo la fatica spunta un bel laghetto di altura relativamente grande. Questo è il lago Pasci a quota 2056 metri.

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Decidiamo di prendere la via più lunga, ma anche quella più panoramica (sentiero B7).
La fatica comincia a farsi sentire, ma qui il panorama da del suo meglio: vista mozzafiato su tutto il biellese! Da questo punto si può vedere benissimo il monte Mucrone, il Mars, il Camino, la vallata di Sordevolo e addirittura senza tanto sforzo Bielmonte.

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Proseguendo… pian piano…pian piano… raggiungiamo il Rifugio Mombarone. Bello! Quasi un miraggio.
Ma la fatica non è finita… bisogna raggiungere il Cristo Redentore che troneggia sulla sommità. Dal rifugio alla cima mancano ancora 60 metri di dislivello.

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WOW, che vista!

Il panorama, una volta raggiunta la vetta non riesco a descriverlo. Ci ha lasciati senza parole.
Spero che le seguenti foto possano trasmettere anche a voi qualche emozione.

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Il ritorno

Il sentiero di ritorno l’abbiamo imboccato con direzione “Colle la Bocchetta” fino a ritornare a ritroso al lago Pasci e, dopo ben due ore, al parcheggio, esausti.

Consiglio vivamente, se vi piace questo genere di escursione, di affrontare questo sentiero almeno una volta.
Sei ore di cammino e quasi 14 km spesi molto bene.

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